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Levante: il “Dell’amore” tour e il ritorno alla musica nella sua forma essenziale

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Levante: il “Dell’amore” tour e il ritorno alla musica nella sua forma essenziale

di Carmine Parolisi


«Ho l’anima così leggera

che non mi sembra vero di volare alto

sotto i piedi ho ancora tanto cielo»

 

Sono queste le parole con le quali Claudia Lagona, in arte Levante, avvolge il pubblico presente al suo concerto a San Tammaro, nella cornice borbonica del Real Sito di Carditello, un posto simbolico del territorio casertano, poco conosciuto ma ricco di storia, la cui ampia distesa di verde dedicata un tempo all’allevamento dei cavalli, ospita nella stagione estiva numerosi artisti, i quali fanno tappa qui con la loro tournée.

In data 26 luglio 2026, in una domenica uggiosa, è toccato alla cantautrice siciliana reduce dal successo sanremese di Sei tu e prossima a pubblicare il suo sesto album in studio, di cui la cantante ha scelto di lanciare già una trafila di singoli, poiché ha voluto dedicarsi con cura al disco mediante un lavoro di ricerca e introspezione. Non a caso, ogni progetto discografico della cantante svela una parte della sua creatività e racchiude un’idea precisa, basata su una narrazione delle fragilità in una veste intima e delicata.

Un palco allestito al centro del galoppatoio e sfere luminose posizionate lungo tutta la superficie contribuiscono a creare uno scenario suggestivo. Gli spettatori arrivano un po’ alla volta, tra di loro c’è chi segue l’artista dagli albori e chi invece si è approcciato da poco alla sua musica. 

Come previsto, alle 21.30 precise sale sul palco la cantautrice accompagnata dalla sua band che si dispone in riga sul fondo della scena. A fare da apripista è il pezzo Dell’amore il fallimento, le luci blu cobalto illuminano la sua figura slanciata e s’innalza dalle prime note un’ondata di entusiasmo, con un pubblico in visibilio che canta a squarciagola.

Tra una canzone e l’altra il suo sguardo si rivolge al cielo, le braccia fremono, il corpo si agita e riempie tutta la scena, esplodendo talvolta in un canto viscerale, fatto di parole incalzanti e frasi incisive, strofe sussurrate e ritornelli energici che diventano un grido di liberazione.

Con una scaletta che ripercorre grossomodo il suo iter musicale, il concerto diventa un viaggio nei sentimenti e nelle relazioni umane, tra delusioni inaspettate, addii dolorosi, promesse infrante, rapporto con il passato e paura di perdere il controllo di sé stessi.

Nei suoi testi riecheggiano i legami tra corpo e mente, la sfera fisica è strettamente connessa a quella emotiva e l’esito finale è sempre una metamorfosi che getta il seme di una crescita spirituale profonda. Le sensazioni indefinite di un corpo vulnerabile si tramutano nella gioia di un atto magico, come canta nel brano Vivo, con cui ha calcato il palco dell’Ariston nel 2023 e ha trattato il tema della depressione post-parto. Non mancano peraltro veri e propri inni alla speranza, alla forza vitale e alla capacità dell’uomo di non soccombere davanti alle proprie paure e il pezzo Diamante ne è un chiaro esempio: «Ci girerà la testa ma ti giuro non cadremo», le parole con cui lancia un enorme abbraccio a chi l’ascolta.

Oltretutto, la critica sociale riveste un ruolo fondamentale nella sua cifra stilistica, come ci dimostra il pezzo O capitale, mio capitale il cui titolo rimanda alla poesia del celebre poeta americano Walt Whitman O capitano, mio capitano, rappresentando così un ribaltamento di valori e focalizzandosi sull’ipocrisia che dilaga oggi sui social network, dove gli utenti seguono trend del momento e sostengono cause solo per ottenere una presunta popolarità.

D’improvviso, sulle note di Andrà tutto bene arriva un momento che intenerisce tutti: si avvicina alla transenna una bambina che un attimo dopo si ritrova con l’artista sul palco a saltare a ritmo e a intonare il brano parola per parola. Levante non riesce a trattenere l’emozione e definisce quello che è successo come una cosa immensa. La bambina ha nove anni, la stessa età della cantante quando ha iniziato a scrivere canzoni e le rivolge un augurio a partire dalle parole del suo brano: «Tu sei il futuro che sogno per tutti ed è questo il motivo per cui scrivo canzoni».

Applausi clamorosi e urla di gioia riempiono il cuore dell’artista che non esita a definire questo pubblico “speciale”, a cui regala un bis voce e chitarra. Mi sono ritrovato così ad ammirare una cantautrice che sfodera una grande versatilità, collocandosi al di fuori di ogni canone. Con una voce istintiva e un’interpretazione eccelsa, Levante ci ricorda che la musica non ha bisogno di effetti straordinari: il suo linguaggio artistico mette al primo posto una vocalità calda e una penna che accoglie le imperfezioni della vita, raccontando tutte quelle sfumature quotidiane che sgorgano da modalità diverse di essere e di sentire. La presenza di pochi spettatori ha saputo conferire allo spettacolo quel sapore intimistico che ci ha reso partecipi di un’esperienza emotivamente intensa e singolare, in cui la musica ha annullato ogni distanza ed è arrivata dritta al cuore.

 

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