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Eros Ramazzotti, il Maradona che si accende per quel “ragazzo di periferia”

  • 5 ore fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Eros Ramazzotti, il Maradona che si accende per quel “ragazzo di periferia”

Di Claudia Siano

 

Sotto il cielo di Napoli un palco vibra, attende di essere calcato da un artista che ha fatto innamorare più generazioni, che ha scritto colonne sonore di vite intere, arriva la tappa di Una Storia Importante World Tour. Dopo il San Siro di Milano sbarca a Fuorigrotta (Na) per poi arrivare a Roma, Messina, Bari, Torino fino alle tappe mondiali come Toronto, Montreal, Boston, poi New York, Chicago, Miami, fino a Buenos Aires e tante altre, per farla breve conclude a Vienna il 25 maggio 2027. Ramazzotti parte con Taxi Story, illumina lo Stadio Diego Armando Maradona sabato 13 giugno 2026. Ad attenderlo un pubblico in trepidante attesa formato da fan provenienti da tutto il mondo, tutte le nazionalità che canticchiano Terra Promessa in fila, un prato che prende la forma di una platea teatrale. Tutti seduti e pronti a godere dello spettacolo musicale, sassofono, voce, batteria creato da uno dei più grandi cantanti della musica italiana. Napoli dedica a Ramazzotti lo storico ritornello Oje vita mia appartenente alla storica canzone napoletana ’O surdato ’nnammurato. Eros ha saputo ricambiare l’affetto regalando a Napoli un omaggio al grande Pino con una cover di A me me piace ’o blues, attraverso la quale il cantante ha sottolineato quanto manca la sua arte. Ancora un regalo alla città con uno splendido e indimenticabile duetto con Gigi D’Alessio sulle note di Adesso tu, e non è ancora tutto, conclude il concerto con la mitica maglia azzurra numero dieci sulle note della magica Più bella cosa. E ancora magia, le luci dello stadio si spengono e si accendono quelle dei flash per Se bastasse una canzone. Ancora colpi di scena, durante Musica è…sale sul palco Antonella, una ragazza meravigliosa tra le prime file in dolce attesa che chiamerà suo figlio Kevin Eros. L’amore aleggia anche nel pubblico, tra proposte di matrimonio, occhi lucidi e abbracci indimenticabili, qualcosa rimane per sempre nel cuore di chi c’era ma anche di chi non c’era e ha ricevuto videochiamate o semplicemente pensieri.  Il messaggio pulsante che Eros ha voluto lanciare durante il racconto che ha narrato attraverso la sua scaletta e i suoi interventi era l’intento di diffondere un messaggio di pace oltre ogni cosa. Un attimo di pace, che non sia solo un attimo, che possa diventare un modo di fare la pace. Ha cantato la pace come forza motrice, come forza generatrice, come lotta alla guerra e in tutto questo la musica come resistenza. Ha cantato quell’amore che ci fa essere ancora fragili, permettendo di sognare insieme alla sua voce “quel tempo d’amore che non finisce mai”.

Due occhi grandi due autostrade senza uscite davanti a me”, la dedica che tutti sognano dalla notte dei tempi, durante Il mio giorno preferito ha cambiato il testo con “questa è la notte mia preferita”. Una notte dedicata alla vita e alla sua declinazione più naturale, con quel suo modo di raccontarlo,  semplice e diretto, cantando quell’ amore che basta a sconfiggere un quotidiano che può non essere sempre all’altezza delle aspettative, un amore che “troveremo insieme le parole per fuggire via//Da questi giorni orrendi//Se, amore mio, mi scegli//Prendi gli occhiali e scendi//Cercheremo insieme tutto il sole per//Per sentirci stupendi”.

E allora emozioniamoci ancora ballando sotto le note di chi può dire di avercela fatta, non solo per aver riempito uno stadio, è solo l’ennesimo in cui ha messo piede Eros, ma per quel ragazzo di periferia che continua a cantare a gran voce insieme a milioni di persone che a quella storia ci credono dai primi passi che ha compiuto perchè lui ne rappresenta l’esempio. Lì dove è “più facile sognare che guardare in faccia la realtà”, insegna che si può andare avanti, che le difficoltà fanno parte di ogni percorso, persino di quello di Eros Ramazzotti.

 

®️ Riproduzione Riservata

 

Per le tappe complete si rimanda a: https://ramazzotti.com/it/world-tour/ 


Eros Ramazzotti, il Maradona che si accende per quel “ragazzo di periferia”

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