TUNER - L’ACCORDATORE
- 25 lug
- Tempo di lettura: 2 min
Per accordare un pianoforte serve trovare l’armonia nel caos e per farlo bisogna accettare le imperfezioni.

Di Erica Cervone
Il regista e sceneggiatore Daniel Roher esordisce in un film di finzione allontanandosi dai canoni tradizionali del documentario e lo fa centrando l’obiettivo.
Tuner racchiude al suo interno più generi. Passa dai toni della commedia brillante al poliziesco, dall’action al thriller e la musica o più in generale il suono occupa un ruolo fondamentale essendo il filo conduttore della pellicola.
Niki White (Leo Woodall) è un vero prodigio del pianoforte, grazie al suo orecchio assoluto è in grado di riconoscere qualsiasi nota, tuttavia, il suo sogno di diventare un astro nascente della musica classica sfuma a causa della sua iperacusia, una malattia che lo condiziona dall’infanzia. L’ipersensibilità uditiva che il protagonista tiene sotto controllo grazie a delle specifiche cuffie, accentua in maniera forzata e dolorosa ogni tipo di rumore, impedendogli di integrarsi completamente con la caotica città di New York. Niki diventa così un’accordatore di pianoforti, l’unico mestiere in grado di poter svolgere in assoluto silenzio. Apprendista di Harry Horowitz (Dustin Hoffman), amico del suo defunto padre, cresce senza prospettive sul futuro ma con la consapevolezza di non voler abbandonare mai del tutto il suo sogno.
Tutto sembra procedere per il meglio finché il suo potenziale non viene notato e poi sfruttato da un gruppo di malviventi che utilizza la copertura di una società di sicurezza per avere libero accesso ad abitazioni di lusso e alle loro casseforti. Niki si trova coinvolto, suo malgrado, a dover collaborare con loro per poter pagare le ingenti spese mediche di Harry a causa della privatizzazione del sistema sanitario americano.
La sua dote si trasforma in un’arma a doppio taglio: da un lato lo porta a conoscere l’amore di Ruthie (Havana Rose Liu), un’aspirante pianista al suo ultimo esame in conservatorio; dall’altro lo costringe a commettere azioni poco lecite.
Per il ragazzo però, avere l’orecchio assoluto non è mai stato un dono ma una maledizione che gli ricorda continuamente che il suo è un talento sprecato. Niki si convince perciò che il facile guadagno potrebbe dargli molte più soddisfazioni e accetta di continuare la proficua collaborazione. Come accade nei migliori sviluppi di trama, i due mondi: quello della musica e quello criminale si incontrano, si intrecciano e si distruggono a vicenda e il protagonista si ritrova a dover prendere serie decisioni per salvare il suo futuro e quello delle persone a lui care.
La straordinaria partecipazione di Jean Reno non fa che arricchire un cast già promettente.
Un film autentico, adrenalinico e tenero che emoziona e tiene incollati allo schermo.
Ogni tasto se suonato singolarmente sembrerà ben accordato ma quando lo si va a suonare in una scala armonica di note, quel suono non sarà mai perfetto. Tuner compie questa operazione senza supponenza. Presenta gli elementi, li mette in fila e poi li collega man mano gli uni agli altri come in un puzzle. L’ultimo pezzo però è ancora da scrivere per un finale sospeso in cui Niki potrebbe tornare a credere nel suo sogno, il sogno della musica.
® Riproduzione Riservata


