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"Il cammino di Padre Candido". Un cappuccino sui generis all’Ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona Salernodi Nadia Farina.

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  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Presentazione a Salerno

Salone Bottiglieri, Palazzo Sant’Agostino, Venerdì 8 maggio 2026, ore 17:00



"Il cammino di Padre Candido". Un cappuccino sui generis all’Ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona Salernodi Nadia Farina.

Sarà presentato a Salerno al Palazzo Sant’Agostino (via Roma 104), Salone Bottiglieri, venerdì 8 maggio 2026 alle ore 17:00 il libro edito da Giuseppe de Nicola Il cammino di Padre Candido - Un cappuccino sui generis all’Ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona Salerno di Nadia Farina. Saluti di Arturo Iannelli, Presidente Associazione “Angela Serra"; Luigi Memoli, Direttore Sanitario Aziendale f.f. AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona. A moderare, Vanni Avallone, regista teatrale. Dialogherà con l'autrice Paolo Romano, giornalista e scrittore, tra le letture dell'attrice Antonia Avallone.

Quando si ripercorrono le pagine della storia di una città, accade talvolta di incontrare figure che trascendono il proprio tempo, lasciando un segno che si proietta ben oltre la loro epoca. Sono uomini la cui visione, tradotta in gesti di straordinaria generosità e responsabilità civile, ha saputo orientare il destino di un’intera comunità.

Tra queste presenze, Salerno annovera Padre Candido Gallo. Molti cittadini, in particolare tra le generazioni più adulte che hanno conosciuto l’esperienza dell’ospedale, ne ricordano ancora oggi il nome e la figura.

Padre Candido Gallo ˗ cappuccino dalla lunga barba bianca ˗ visse gran parte della sua vita presso l’Ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, dedicandosi ai malati, al personale sanitario e a numerose iniziative di carattere spirituale e culturale.

Figura per certi versi misteriosa, lo si vedeva talvolta attraversare i corridoi dell’ospedale, avvolto nella sua tonaca marrone e sorretto da un bastone, lasciando dietro di sé un’aura sospesa, quasi fuori dal tempo.

Testimone instancabile della storia, è autore, tra l’altro, di Salerno ore 1.52, pubblicato nel 1955 e più volte ristampato. Il titolo richiama la notte del 26 ottobre 1954, quando, all’1.52, l’orologio del campanile della chiesa dell’Annunziata si fermò: l’alluvione travolse la parte orientale della città.

Giovanissimo, e a Salerno da appena un anno, Padre Candido iniziò il suo apostolato proprio in quei giorni drammatici, benedicendo le salme e offrendo conforto a chi aveva perso tutto. Fu testimone diretto di eventi che misero a dura prova il suo animo, ma anche di straordinari gesti di solidarietà e umanità.

Padre Candido non raccolse soltanto notizie: scrisse ciò che vide, ascoltò e toccò. Raccontò corpi straziati dalla furia delle acque, urla disperate e preghiere, ma anche episodi di coraggio e solidarietà, restituendo dignità e voce a una comunità ferita.

Accanto alla cronaca, nei suoi scritti trovano spazio la fede e la memoria dei luoghi, raccontate con rigore, onestà e rispetto, senza sottrarsi alle verità più difficili. In essi convivono il rigore documentario, l’attenzione al passato e una sorprendente apertura al pensiero moderno, libera da pregiudizi.

Cappuccino sui generis, uomo di grande umanità e saggezza, fu sempre guidato dall’amore per la verità e per la vita. Le sue opere, oggi in parte introvabili, rappresentano un patrimonio prezioso per studiosi e appassionati, anche per la ricchezza di documenti, immagini e dettagli topografici.

Questo volume nasce dal desiderio di preservarne e raccontarne l’eredità, intrecciando il ritratto pubblico dello studioso con quello più intimo di amico, consigliere e guida spirituale, capace di lasciare un segno profondo e duraturo in chi ebbe modo di conoscerlo.

Come sarebbe piaciuto a Padre Candido, i proventi del libro saranno devoluti a una finalità benefica: Brio Housing, progetto dedicato all’autonomia e all’indipendenza di giovani adulti autistici e delle loro famiglie.

 

L’Autrice

Nadia Farina cresce tra eredità forti e contrastanti: da un lato il senso delle regole, dall’altro un’irriducibile insofferenza alle convenzioni. In questo equilibrio inquieto si inserisce l’incontro decisivo con Padre Candido, guida discreta capace di accogliere la sua natura libera senza comprimerla.

Da un primo ricordo in una stanza d’ospedale nasce un dialogo che attraversa gli anni, fatto di parole semplici e profonde, che diventano orientamento nei momenti più incerti. Quel “forse”, lieve e mai imposto, si trasforma in una chiave di lettura del mondo, un invito a restare aperti alla complessità dell’umano.

Tra arte, inquietudini e ricerca spirituale, prende forma un legame intenso, sospeso tra amicizia e crescita, in cui fede e dubbio convivono e la verità si affida, sempre, a un atto di fiducia.

"Il cammino di Padre Candido". Un cappuccino sui generis all’Ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona Salernodi Nadia Farina.

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