top of page

Viaggio nel mondo delle fate

  • Immagine del redattore: ComunicatiCultura
    ComunicatiCultura
  • 1 ott 2021
  • Tempo di lettura: 2 min


di Alexandra Rendhell

Era giunto il momento di offrire ad un pubblico giovane e meno giovane la possibilità di leggere una Favola moderna, italiana, ecologica, spirituale, che non presentasse la Magia in toni oscuri e solo quale mezzo per raggiungere scopi materiali con improbabili rituali, ma come percorso iniziatico per arrivare alla consapevolezza di essere parte di un “Tutto Cosmico”, con umani, animali, Natura, in costante ed imprescindibile connessione fisica, psichica e spirituale: una Favola di accompagnamento per bambini e adulti, utile a comprendere i processi della psiche collettiva ed i propri processi di individuazione.

Questo libro, corredato da tavole originali illustrate dall’artista Daniele D’Amico, nasce appunto dal desiderio di recuperare la Favola tradizionale come potente strumento pedagogico di addestramento attraverso il racconto di un’avventura che vede protagonista un bambino, Cerniottino, che vive vicende fantastiche, possibili proiezioni del suo mondo interiore nel quale è totalmente immerso. L’incipit della storia, “C’era una volta”, introduce in un altrove che non è il luogo e il tempo in cui il protagonista vive e suggerisce che questi stia per lasciare il mondo della realtà, per entrare in un luogo antichissimo e remoto, simile allo spazio onirico dove la logica col suo principio di causalità viene sospesa, lasciando spazio all’immaginazione e alla fantasia. Traghettatore e guida è un Nonno, che lo istruisce e lo guida nel “viaggio” attraverso il Villaggio delle Meragriglie: archetipo del vecchio sapiente, rappresentazione della totalità del principio maschile e spirituale, incarna il potenziale del bambino che gli fa cenno dal futuro, ma soprattutto le sue forze vitali che vengono ad un compromesso con lo spirito cosciente. I personaggi con i quali Cerniottino s’imbatterà durante l’avventura saranno molteplici e rappresentano i vari caratteri, positivi e negativi, che in futuro incontrerà sul suo cammino di vita, imparando che anche le difficoltà e gli ostacoli possono essere superati non solo con il coraggio e la determinazione, ma anche con l’aiuto della Magia, rappresentata dalla figura femminile di supporto, Melisandra, “Magna Mater” (la Grande Madre), che esprime la totalità del principio femminile soccorrevole nel momento del bisogno, in contrapposizione alla Perfida Puzzandola, personaggio cattivo, che però viene depotenziato e reso innocuo, mettendo in atto le opportune strategie magiche, “rite de sortie” dal mondo onirico dell’inconscio collettivo dove siamo stati condotti dal racconto.

Il processo di sviluppo del personaggio, iniziato con una fase di resistenza ai genitori, che infatti non compaiono mai, si conclude quando il protagonista, dopo l’avventura interdimensionale, trova realmente sé stesso, l’indipendenza psicologica e la maturità morale, risvegliandosi dal sonno ristoratore nella sua cameretta tra le sue cose, che vedrà però con occhi diversi, da quasi adulto.


© RIPRODUZIONE RISERVATA



Commenti


Scopri i nostri servizi

Il tuo modulo è stato inviato!

bottom of page