top of page

"Spiriti Anarchici" di Angelo Giuseppe Pizza

  • Immagine del redattore: ComunicatiCultura
    ComunicatiCultura
  • 1 ott 2021
  • Tempo di lettura: 4 min


di Alexandra Rendhell

Non lasciarti ingannare, o lettore, dal titolo di questo volume inerente agli Spiriti Anarchici, perché questo libro ben poco tratta di politica, anche se, di personaggi, che a tale arte ed attività presero parte nel senso proprio del termine durante la loro vita, ne troveremo molti, sebbene in essenza e cioè in veste di spiriti, evocati da un demotivato, pigro, disilluso ghost writer che, stanco di questa vita trasparente, trascorsa a sbirciare con celere superficialità scritti altrui da cui attingere, vuole trovare un modo occulto per poter comporre rapidamente i testi commissionatigli, senza timori di delusioni, di smentite o di rimproveri, magari raccogliendo dagli esseri evocati notizie e confessioni inedite da poter poi utilizzare a proprio uso e consumo, addirittura spacciandole quale farina del proprio sacco.

Solo una possibilità lo potrebbe sgravare dalla fatica dello scrivere per potersi poi dedicare pienamente alla sua esistenza ed alle sue birrette: utilizzare lo spiritismo e quindi l’evocazione dei morti per porre definitivamente fine alla mancanza di ispirazione, sopraggiunta dopo anni di forzato ripiego sull’incessante e mortificante lavoro di scrittore fantasma, rinunciando alle proprie ambizioni letterarie.

Come molti aspiranti adepti o apprendisti stregoni, il “fantasma”, come l’autore ama definire spesso il protagonista, è impaziente di mettersi subito al lavoro per raccogliere i frutti immediati di una fugace e superficiale ripassata virtuale di nozioni raccattate in giro, specialmente su vari siti pseudo-esoterici o in stile new age, non diméntico, fortunatamente, in questa ricerca sbadata, del monito Nietzschiano: «Quanto manca alla vetta? … Tu sali e non pensarci».

Nella febbrile e disordinata ricerca nell’aldilà di esperti da consultare, incappa in divertenti avventure, disavventure e sventure, che vedranno quali protagonisti degli improbabili ed improvvisati medium, animatori di sessioni rese affollatissime dalla più svariata, colorita, folle umanità alla ricerca di illuminazioni spiritiche, tenute in luoghi inverosimili, surreali, squallidi, umidi e sottoterra. Comincia così grottescamente la sua avventura nel mondo degli spiriti, proprio da uno di questi puzzolenti infernotti frequentati da improbabili e forse truffaldini dispensatori di emozioni forti. La sua iniziale ed accorata aspirazione all’illuminazione viene inaspettatamente esaudita alla grande; il desiderio evocatorio espresso a viva voce sortisce l’effetto anelato ed è proprio Thomas Alva Edison il primo spirito a presentarsi in quel caos blasfemo; il fenomeno va oltre ogni sua più rosea aspettativa quando si presenta pure l’eterno rivale di Edison, Nikola Tesla. I due, non pacificati dalla morte, ridotti a globi d’energia luminosa, ingaggiano subito una battaglia che da scontro verbale degenera in rissa, coinvolgendo, sconvolgendo ed esaltando la stipata e varia umanità presente, scrittore fantasma incluso.

Dopo quell’esordio tragicomico nel mondo degli spiriti, il nostro si troverà coinvolto in tutta una serie di incontri e scontri spiritici con uomini importanti, da Bakunin a Pitagora, a Vitruvio, a Papa Borgia, a Omero e Tiresia, a Romolo e Servio Tullio, a Napoleone perfino, infuriato con il pittore Courbet, e così via. Per non parlare della maxi rissa filosofico-scientifica tra gli spiriti mai placati di Newton, Hooke e Leibniz, nemici fra loro ma sodali nel dare addosso al povero Spinoza, che però, stancatosi di subire, reagirà in malo modo, dando vita ad una nuova rivoluzione.

Lo scrittore fantasma (e quindi l’autore) segue un percorso ad ostacoli, che rappresenta anche una ricerca iniziatica, oserei dire, sulla scia di grandi testi esoterici, come Il Leone Rosso della Szepes e come gli ineguagliati testi della David-Néel. È un uomo che, con il pretesto della scrittura spiritica ispirata, va alla ricerca del suo Sé più profondo in connessione con l’Universo e le sue Forze (anche quelle battagliere innescate da Lilith, la sua gattina nera), che non esita a chiamare in causa allorquando si scontrerà con la desolante apatia esistenziale dei nostri tempi. In sintesi, si ha a che fare con un testo anche esoterico, per certi versi ermetico, che può illuminare il lettore ed il ricercatore su alcune tra le più complesse tematiche occulte, che da sempre l’essere umano cerca di penetrare.

Non mancano, nel libro, personaggi reali appartenenti al vissuto dell’autore, che, con la sua abilità narrativa, li ha accuratamente scremati dalla loro individualità, rendendoli così universali e, quindi, non identificabili. Una narrazione coltissima, ma non manieristica, che permette al lettore di intraprendere un cammino intellettuale sapientemente tracciato dall’autore, che ha così mostrato di possedere una cultura classica di grande caratura nonostante o grazie ai suoi acuti studi scientifici. Angelo Giuseppe Pizza è uno dei pochi intellettuali odierni a tutto tondo; il suo sapere è profondo, completo e raggiunge forme di altissima conoscenza, spaziando dalla letteratura e dai suoi amati libri alla filosofia, di cui è un appassionato cultore, alla dinamica sismica, suo campo quotidiano, all’esoterismo, cui si è appassionato da vari anni, approfondendo le complesse tematiche legate all’esame di questo difficile e complesso àmbito. Voglio ricordare che è stato anche il raffinato curatore di alcune mie pubblicazioni, in particolare di un mio saggio storico su Eusapia Palladino, che lo ha fatto conoscere ed apprezzare nel campo editoriale da un più vasto pubblico. Questa che segue non è la sua opera prima, ma è la prima che vede la luce in una splendida e curata edizione e mi auguro che dopo di essa l’autore ci voglia gratificare con gli altri suoi scritti creativi, forse molto più complessi, ma altrettanto belli ed originali.


© RIPRODUZIONE RISERVATA



Commenti


Scopri i nostri servizi

Il tuo modulo è stato inviato!

bottom of page