Rosario Pellecchia "Così doveva andare"
- ComunicatiCultura
- 15 mag
- Tempo di lettura: 2 min
Con la sua voce calda e brillante Rosario Pellecchia scrive una commedia insieme divertente e malinconica, e suggerisce che – così come per gli oggetti della vivace ricicleria in cui lavora il protagonista – siamo sempre in tempo per iniziare una seconda vita, una nuova storia.
DATA USCITA: 23 GIUGNO 2026

Gaetano Mosca è campano, ma vive a Milano da anni. È separato e lavora in una ricicleria, impiego che svolge con la stessa curiosità con cui si immerge nei romanzi: nel tempo infatti ha imparato a leggere la nostalgia dei figli che faticano a staccarsi dagli ultimi oggetti dei genitori defunti, la fretta rabbiosa di chi vuole sbarazzarsi dei ricordi di una relazione finita male, la gioia di chi invece si appresta a fare spazio a una vita nuova. Un giorno un signore distinto lascia in ricicleria un tavolino intarsiato che a Gaetano sembra opera di suo padre, artigiano di Sorrento, ma quando se lo porta a casa per controllare meglio si accorge che non è così. Aprendo un cassetto, tuttavia, scopre una lettera per una certa Anna, il tentativo – intriso di amore e senso di colpa – di ricucire uno strappo. L’atto mancato di quel messaggio mai spedito risuona misteriosamente con la storia di Gaetano, parlandogli dei suoi fallimenti e suscitando in lui il desiderio di sapere di più del suo autore. Si ingegna così per rintracciare l’uomo che aveva lasciato il tavolino – Giulio Vergani, un anziano professore di filologia – e lo avvicina con una scusa, senza il coraggio di parlargli della lettera. Tra i due nasce una piccola amicizia, favorita da una certa comune solitudine: Gaetano, con i suoi modi teneri e un po’ goffi, si mette segretamente alla ricerca di Anna, sino a un imprevedibile finale tra un museo del vino e una piazza che sembra un lago. Con la sua voce calda, capace di trascolorare dal sorriso alla commozione e ritorno, Rosario Pellecchia riporta al centro ciò che conta davvero, perché, se alla fine era proprio così che doveva andare, siamo sempre in tempo per iniziare una seconda o una terza vita, per riscrivere il finale di una storia.



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