QUANDO LA FISICA INCONTRA IL GIALLO
- ComunicatiCultura
- 26 apr 2021
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 4 nov 2021
di Fabio Gaudiosi
Dopo il successo di “Aveva ancora i capelli bagnati” Vito Rosario Ferrone firma il ritorno della vice commissaria de Asmudiis nel suo nuovo romanzo “Non avrò scampo” di 270 pp. (euro 14,50), edito da Apeiron. Un giallo che tiene con il fiato sospeso dalla prima all’ultima pagina, all’insegna di un’indagine che vede in ballo molteplici componenti, da avanzatissime cure tumorali a intercettazioni camorristiche, da amori a tradimenti, il tutto imperniato intorno ad un omicidio avente numerosi potenziali moventi. La cornice non poteva che essere Napoli, raccontata con una delicatezza e vitalità quasi impressionistiche, colta in alcuni dei suoi luoghi simbolo attraverso le descrizioni attente e veloci del Ferrone che, seguendo le indagini e la vita privata della protagonista, consente al lettore di immergersi nell’atmosfera partenopea con assoluta leggerezza, coccolato quasi da un vento di bellezza che caratterizza le pagine di questo libro.
Attraverso un’apertura del romanzo in medias res, l’autore introduce fin dall’inizio il lettore nel luogo in cui si è consumato l‘omicidio del fisico nucleare Pietro Grassi, uno dei maggiori promotori di un rivoluzionario sistema di lotta ai tumori, al centro di una situazione che lo vede nemico di non poche persone sia per interessi economici che sentimentali. Un’indagine dunque che fin dalle prime pagine si mostra difficile per la giovane ma esperta vice commissaria de Asmudiis, che tra interrogatori, intercettazioni in collaborazione con la DIA e non pochi imprevisti, al fianco dei fedeli Vittorio Palumbo (sovrintendente capo) e Gennaro Catalano (agente), cercherà di districarsi nelle maglie tessute dal caso, con una scoperta sensazionale proprio nel finale.
Interessante è la scelta dell’autore nel citare in apertura del romanzo prima lo scrittore argentino Rodolfo Walsh (“Se qualcuno vuole leggere questo libro come un semplice giallo, sono affari suoi”) e poi la poetessa Emily Dickinson (“Se non avessi visto il sole avrei sopportato l’ombra ma la luce ha reso il mio deserto ancora più selvaggio”). Se la prima citazione infatti è adatta a descrivere la doppia chiave di lettura con cui può essere risolta l’indagine, caratterizzata da due potenziali moventi principali, uno più cinico e uno più emozionale, la seconda consente al lettore di entrare immediatamente nell’anima stessa del romanzo e dei suoi protagonisti, primo fra tutti la vice commissaria de Asmudiis, confermando dunque lo sforzo dell’autore nel costruire il romanzo intorno al tema centrale rappresentato dall’amore.
Merita dunque un’analisi anche la stessa protagonista, descritta dall’autore con estrema dovizia di particolari ma con qualche allusione di troppo ad un passato portato pesantemente sulle spalle, e che rischia di appesantire la stessa fisionomia dei capitoli. La vice commissaria de Asmudiis si presenta come una donna proveniente dall’alta nobiltà di Napoli, come si evince spesso dai dialoghi con la madre, ma la tipicità del personaggio vede proprio la sua massima espressione nella contrapposizione tra quelle che sono le sue origini e quella che è la realtà del suo lavoro, che l’ha portata a frequentare posti ben diversi dai lussuosi salotti partenopei. Un personaggio che sembra costantemente alla ricerca di una rinascita, dopo aver perduto la ragione apparentemente più importante della sua vita: Mattia, il suo eterno amore. Ciò che è realmente interessante della protagonista è proprio la fragilità che il suo dolore manifesta, contrapposta alla grinta della sua natura, dinanzi alla quale persino la camorra ha da spaventarsi. È ovvio dunque che questo personaggio sia destinato ad un’inevitabile evoluzione che lo possa ridefinire dopo tutto quanto ha passato. Poiché, come si evince anche dallo stesso titolo del romanzo, non si ha scampo quando il dolore colpisce alle spalle. A meno che non si abbiano spalle forti come quelle della vice commissaria de Asmudiis, la quale siamo certi, risponderà con coraggio alle sue sofferenze.
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