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Ingeborg Bachmann, Max Frisch “Non siamo stati bravi” Lettere 1958-1972

  • Immagine del redattore: ComunicatiCultura
    ComunicatiCultura
  • 15 mag
  • Tempo di lettura: 1 min

La corrispondenza privata tra i due maggiori intellettuali in lingua tedesca del secolo scorso, in un’edizione critica corredata da un vasto apparato di commenti e da una doppia biografia.


DATA USCITA: 23 GIUGNO 2026


Ingeborg Bachmann, Max Frisch “Non siamo stati bravi” Lettere 1958-1972

Nella primavera del 1958 Ingeborg Bachmann ha trentadue anni. È già nota al pubblico per i suoi versi, ha vinto il premio del Gruppo 47 e con il suo radiodramma Il buon Dio di Manhattan è pronta ad affermarsi come la nuova voce della letteratura tedesca. Max Frisch, vent’anni più grande di lei, già romanziere e drammaturgo di successo, impegnato nella regia di Omobono e gli incendiari, scrive alla “giovane poetessa” esprimendo entusiasmo per la sua opera. La risposta di Bachmann nel giugno 1958 segnerà l’inizio di una corrispondenza che, dal loro primo incontro fino a molto tempo dopo la loro brusca separazione, testimonia, nelle circa 300 lettere sopravvissute, la vita, l’amore e la sofferenza di una delle coppie più famose della letteratura di lingua tedesca. Sullo sfondo dell’ambiente artistico tedesco e italiano, evocato dai numerosi soggiorni a Roma, vicinanza e distanza, ammirazione e rivalità, gelosia, pulsioni di fuga e paura dell’abbandono ma anche le difficoltà quotidiane di lavorare in un appartamento condiviso e la tensione tra la vita di scrittore e quella di una coppia fanno di questi resoconti autobiografici un documento prezioso per conoscere da vicino vita e opere di due testimoni unici della letteratura europea del secondo dopoguerra.

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