COVID 19 – IL METODO DE DONNO
- ComunicatiCultura
- 27 lug 2022
- Tempo di lettura: 3 min
A un anno dalla scomparsa del medico di Mantova Giuseppe De Donno, fra i primi promotori della sperimentazione del plasma iperimmune come cura del COVID-19
Graus Edizioni pubblica
Giallo Plasma. Una storia di coraggio e speranza ai tempi del COVID
diario/ricordo scritto dal collega Massimo Franchini

A un anno esatto dalla scomparsa del medico di Mantova Giuseppe De Donno, fra i promotori della sperimentazione del plasma iperimmune come cura del COVID-19, Graus Edizioni pubblica il libro Giallo plasma. Una storia di coraggio e speranza ai tempi del COVID, affettuoso diario/ricordo scritto dal suo collega Massimo Franchini, specialista ematologo e Direttore, dal 2011, del Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale dell’Ospedale Carlo Poma di Mantova.
Il libro sarà presentato in anteprima mercoledì 27 luglio alle 21.00 a Curtatone di Mantova, nei Giardini di Corte Spagnola, e, successivamente, giovedì 8 settembre, alle 21:00, presso l’Auditorium Claudio Monteverdi del Conservatorio di Musica “Lucio Campiani” di Mantova in un evento collaterale al Festivaletteratura.
Con Giallo Plasma l’autore intende condividere il lavoro svolto dal noto medico di Mantova Giuseppe De Donno, tragicamente venuto a mancare esattamente un anno fa, il 27 luglio 2021. Attraverso il suo operato, il dottor Franchini ripercorre le storie dei loro pazienti, guariti dal COVID grazie alla plasmaterapia, in tempi in cui il vaccino era un lontano miraggio. La narrazione si muove nel ricordo di Giuseppe De Donno, di cui Franchini – che lo affianca nella ricerca – riporta le qualità personali e professionali: le sue capacità comunicative, l’empatia, la grande competenza. Non mancano aneddoti che restituiscono un pezzo della vita di De Donno a chi lo ha stimato.
Giuseppe De Donno, pneumologo mantovano, è diventato un caso mediatico frequentando nel 2020/21 i salotti televisivi più importanti. Una personalità tanto stimata (soprattutto dai suoi pazienti) quanto osteggiata (da chi non sostiene la plasmaterapia). Ben lontano da ogni possibile polemica, Franchini ne parla da amico e collega, senza speculare sulla “fama” del personaggio.
Il libro
Quando la prima ondata di COVID-19 colpisce buona parte del centro-nord Italia, due medici di Mantova, Giuseppe De Donno e Massimo Franchini, in assenza di terapie per fronteggiarlo, mettono a punto una cura utilizzando gli anticorpi delle persone guarite dal COVID. Nasce, sull’asse Mantova-Pavia, la plasmaterapia, che in poco tempo diviene il trattamento contro il COVID più utilizzato al mondo.
Francesco, Diego e Pamela sono solo alcuni dei pazienti guariti grazie al plasma iperimmune. Le loro storie – fatte di disperazione, ma anche di coraggio – catapultano il lettore nel buio di quel periodo. La luce, però, c’è sempre: c’è nel lavoro del personale ospedaliero, in chi si è affidato alla medicina, nella solidarietà dimostrata, nelle amicizie nate nel reparto, nell’affetto e nella stima professionale che legano Franchini e De Donno. Il loro lavoro di ricerca è il filo conduttore di questo libro, che si muove tra numerosi episodi, noti e meno noti, fino al tragico epilogo.
Massimo Franchini permette al lettore di scoprire cosa sia il plasma iperimmune e come sia andata realmente la sperimentazione in Italia e nel mondo. E si rivolge soprattutto a chi desidera ricordare il dottor De Donno attraverso il racconto delle sue qualità umane e professionali.
Il libro, oltre a un ampio corredo bibliografico e sitografico studiato con precisione certosina, è arricchito dalla presenza di immagini (fotografie, titoli di giornale, fotogrammi di ospitate in TV, ecc.) e di collegamenti a fonti del web (anche video), che danno testimonianza visiva di ciò che è stato.
L’autore
Massimo Franchini, cinquantacinque anni, di origini veronesi, è Direttore dal 2011 del Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale dell’Ospedale Carlo Poma dell’Azienda Socio-Sanitaria Territoriale di Mantova. Specialista ematologo, è autore di oltre mille pubblicazioni su riviste internazionali e docente presso la sede di Mantova dell’Università degli Studi di Milano. Durante la pandemia ha ricevuto numerosi riconoscimenti per l’attività svolta nella ricerca di una cura del COVID-19 utilizzando il plasma dei soggetti guariti. Tra questi ricordiamo le benemerenze cittadine dei Comuni mantovani di Curtatone e Borgo Virgilio e di Legnago (VR), sua città natale, il premio Melvin Jones della Lions Clubs International Foundation per i servizi umanitari e il Premio Postumia/Europa 2021 per alti meriti scientifici e umanitari. È tra i membri per l’Italia del Progetto della Comunità Europea “SUPPORT-E”, creato per supportare gli studi sul trattamento con il plasma convalescente in Europa.




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