“Caccia alle Streghe” di Luigi Angelino
- ComunicatiCultura
- 29 mar 2022
- Tempo di lettura: 2 min
Niente incantesimi, niente scope volanti, niente amuleti, ma un cammino alla ricerca del senso del cristianesimo. Edizioni Stamperia del Valentino

di Alex Capuozzo
Il senso del presente bisognerebbe cercarlo alla luce della lampada del passato. Parliamo di caccia alle streghe uscendo per un momento da tutto quello che letteratura e cinema di genere hanno abilmente costruito in questi anni e caliamoci nella realtà della storia.
Niente incantesimi, niente scope volanti, niente amuleti, “Caccia Alle Streghe” di Luigi Angelino, avvocato, laureato in scienze religiose, fa parte di una raccolta di sette libri, originariamente pensati come un’unica antologia (attualmente disponibili solo sei, il settimo è in arrivo a breve n.d.r.), pubblicati da Stamperia del Valentino nella collana “I Polifemi”, che narrano quello che quello che l’autore stesso descrive come un cammino alla ricerca del senso del cristianesimo.
Con una lunga carriera di autore alle spalle tra saggi e romanzi, Angelino scrive con il il rigore ed il rispetto della storia che si deve ad ad un saggio e con la leggerezza del divulgatore.
Quando gli ho chiesto, durante una breve chiacchierata telefonica, dove preferiva posizionarsi tra il Piero Angela di Quark e il Luciano De Crescenzo delle varie storie della filosofia (Angelino è napoletano di nascita e partenopeo d’animo n.d.r.), mi ha risposto di preferire senza dubbio la rigorosa e piacevole figura del Piero Angela nazionale.
La caccia si svolge in quattro capitoli solo apparentemente slegati tra loro. Si comincia con le credenze popolari ed il mito delle streghe di Benevento per poi passare alla puntuale ricostruzione della vicenda di Giovanna D’Arco da eretica a santa. Terza tappa dedicata al Martello delle Streghe, abominevole manuale del perfetto inquisitore che conduce agli intrecci e le reciproche influenze di fanatismo religioso e potere politico, per poi arrivare al mito di Faust e dell’eterna lotta tra il bene ed il male. La sequenza degli argomenti vuole comporre un’immagine delle origini del pensiero cristiano dell’età moderna.
Non faccio altre anticipazioni, il libri si leggono, raccontarli è sempre una cosa molto personale. Tuttavia desidero condividere che uno dei pregi di questo lavoro, almeno quello che mi è arrivato più forte, è proporre all’attenzione del lettore il tema della strumentalizzazione della superstizione, della paura e dell’ ignoranza da parte dell’ordine costituito. L’inquisizione fu utilizzata da una parte del clero a fini politici (rispolveriamo la memoria andando a ripassare, per esempio, “Il Nome della Rosa” di Eco n.d.r.). Sullo sfondo della vicenda di Giovanna c’era la lotta tra Francia e Inghilterra. Di martelli di varia natura siamo circondati e il tema della contrapposizione tra il bene ed il male è attualissimo e il salto da Faust e Mefistofele a Stati Uniti e Russia è davvero breve. Chi è il male chi è il bene? Chi sono i cacciatori e chi sono le streghe e gli stregoni? A chi si vende l’anima oggi? In cambio di cosa?
Angelino propone con garbo il suo percorso al lettore che può leggerlo senza inciampare in eccessi accademici. Un concentrato di informazioni storiche, approfondimenti spesso lasciati fuori dalle narrazioni main stream e spunti di meditazione sul cammino dell’uomo occidentale che sembrano arrivare alla riflessione finale che l’oscurità non è relegata nei libri di storia ma incombe costantemente sul nostro presente.
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Ho letto molti libri di questo autore. Poliedrico e interessante.
Non si smentisce neppure adesso.