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“Avventure napoletane” di Giacomo Casanova

  • Immagine del redattore: ComunicatiCultura
    ComunicatiCultura
  • 7 apr 2022
  • Tempo di lettura: 2 min

A cura di Mario Prisco per Stamperia del Valentino



“Avventure napoletane” di Giacomo Casanova

Di Alex Capuozzo


Casanova venne a Napoli, quello che accadde fu incredibile. Se dovessi scrivere in qualche social del volume curato da Mario Prisco che racconta delle avventure di Giacomo Casanova nella capitale partenopea, probabilmente inizierei così. Se non altro per guadagnare una buona posizione negli indici dei motori di ricerca e l’interesse dei potenziali lettori. Trovandomi al cospetto dell’ingombrante mito dell’icona dell’arte della seduzione provo a fare di meglio.

Saggio interessante quello dedicato ai soggiorni napoletani di Giacomo Casanova, meno avventurosi di quello che l’immaginario collettivo legato al personaggio autorizzerebbe ad aspettarsi ma avvincenti. Niente fughe rocambolesche sui tetti di palazzo reale, quello che incontriamo non è il Il Casanova di Fellini e neanche quello interpretato dalla buonanima di Heath Ledger per la Touchstone/Disney. Il Casanova raccontato da Prisco è quello autentico che vien fuori da una selezione di alcuni estratti della sua voluminosa autobiografia, meticolosamente introdotta per questo volume dal titolo “Avventure napoletane” pubblicato dalle Stamperie del Valentino di Napoli nella collana I Cinquecento, collana di piccole curiosità. Curiosità: è il termine giusto per definire tale operazione.

Prisco fa un lavoro interessante, isola i periodi napoletani di Giacomo e li usa per offrirci una narrazione del personaggio e dell’ambiente in cui si muoveva. Napoli era un palcoscenico in grande voga in quel periodo, tappa obbligata del Gran Tour, centro della movida culturale e sociale europea come lo sarà anche in seguito per nomi illustri come Giacomo Leopardi nel 1833, Oscar Wilde nel 1897 e tante altre personalità. Casanova così ci appare anche se non sapeva di esserlo, personaggio in perenne tour senza saper cantare, suonare o, al limite, scrivere di cose interessanti. Stella nel modo di approcciarsi alla vita, rock nel suo essere avanti, bohémien nel saper cavalcare l’onda della sorte senza eccessive pesantezze. Prisco seleziona i periodi napoletani del nostro iconico libertino e li assembla in una forma leggera rappresentando la Napoli della seconda metà del Settecento. Il lettore ne scoprirà il linguaggio, la società, la cultura e gli equilibri. Lettura interessante con sorpresona finale.


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